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Facies Passionis 2023, I volti della Passione
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Per il quarto anno la confraternita del Carmine di Taranto ha organizzato la Facies Passionis, una mostra con le statue che rappresentano la Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. Quest'anno, presso la chiesa del Carmine, sono state esposte 14 statue o complessi statuari. Gesù nell'orto del Getsemani-Trapani Il bacio di Giuda-Loseto La Flagellazione-Rossano La condanna-Valenzano Ecce Homo-Carbonara di Bari Gesù e la Veronica-Montescaglioso Gesù che porta la Croce- Torremaggiore Gesù spogliato delle sue vesti-Ceglie del Campo Il Crocifisso-Taranto Gesù morto-Montescaglioso L'Addolorata-Supersano La Pietà-Mottola La Deposizione-Corigliano Calabro Il Ritorno dal Calvario-Francavilla Fontana
Nuovo canale YouTube su I Riti della Settimana Santa
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Appartenenza antica. Si chiama così un nuovo canale YouTube aperto da pochi giorni e nato con l'intento di promuovere i nostri amati Riti della Settimana Santa tarantina. Troverete caricati già alcuni video della Settimana Santa 2022. E penso che nei prossimi giorni la Youtuber che gestisce la pagina ci regalerà delle fortissime emozioni con le sue riprese e le sue immagini!
Manifesto Settimana Santa 2022 (Confraternita dell'Addolorata)
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Manifesto Settimana Santa 2022 (Confraternita del Carmine)
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Atto di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria
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O Maria, Madre di Dio e Madre nostra, noi, in quest’ora di tribolazione, ricorriamo a te. Tu sei Madre, ci ami e ci conosci: niente ti è nascosto di quanto abbiamo a cuore. Madre di misericordia, tante volte abbiamo sperimentato la tua provvidente tenerezza, la tua presenza che riporta la pace, perché tu sempre ci guidi a Gesù, Principe della pace. Ma noi abbiamo smarrito la via della pace. Abbiamo dimenticato la lezione delle tragedie del secolo scorso, il sacrificio di milioni di caduti nelle guerre mondiali. Abbiamo disatteso gli impegni presi come Comunità delle Nazioni e stiamo tradendo i sogni di pace dei popoli e le speranze dei giovani. Ci siamo ammalati di avidità, ci siamo rinchiusi in interessi nazionalisti, ci siamo lasciati inaridire dall’indifferenza e paralizzare dall’egoismo. Abbiamo preferito ignorare Dio, convivere con le nostre falsità, alimentare l’aggressività, sopprimere vite e accumulare armi, dimenticandoci che siamo custodi del nostro prossimo e della stessa ca...
Sarà ancora 16 marzo
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Sembra una bizzarria. Invece non lo è. Il 16 marzo sembra avere un destino segnato. Domani 16 marzo 2022 i vescovi pugliesi decideranno se i nostri Riti potranno tornare a svolgersi regolarmente dopo gli anni di fermo dovuti alla pandemia. Era 16 marzo, sabato, 2013 quando i confratelli del Carmine e dell'Addolorata furono chiamati a riunirsi in assemblea straordinaria per svolgere le loro tradizionali "gare". Non la domenica delle Palme. Ma un sabato, il sabato che precedeva la quinta domenica di Quaresima. Siamo fiduciosi, come confratelli, che i nostri Pastori possano decidere per il meglio e siamo speranzosi di poter quest'anno finalmente riabbracciare i nostri amati Riti.
A piedi scalzi
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" Ma cosa dicono costoro!... Che accidenti vogliono!... Pretendono di non andare scalzi durante la Settimana Santa? Ma è un'eresia!... " Queste le parole riportate da Nicola Caputo nel suo libro "Settimana Santa nascosta", sui fatti accaduti nel 1913 quando alcuni confratelli chiesero in assemblea di andare "calzati" alla processione dei Sacri Misteri. Cosa penseranno da lassù Saverio Baldi (mio bisnonno), Umberto Ceci, Michele Romanazzi e tutti i confratelli, compreso il priore dell'epoca Angelo Caminiti, che si opposero a questa richiesta? Dopo un secolo "l'eresia" è avvenuta. Quest'anno andremo "calzati" o quasi. Ma non tradiremo le "nostre secolari Regole"! No, questo mai! Purtroppo abbiamo le mani legate. È un compromesso che si è stati costretti ad accettare pur di non saltare un altro anno. Le primitive Regole del nostro Statuto del 1777 erano molto precise :" I confratelli dovranno and...
I confratelli al tempo del Covid
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Nonostante i giorni siano oramai tutti uguali, il tempo passa inesorabilmente e siamo giunti al primo grande momento. Il momento, che per molti di noi confratelli, segna l'inizio dei Riti della Settimana Santa a Taranto. O almeno avrebbe dovuto segnare l'inizio dei Riti.... Quinta domenica di Quaresima. I confratelli del Carmine diventano agli occhi della gente i "perdune". Cappuccio sul viso, bordone stretto nella mano, piedi scalzi. I penitenti. L'immagine più emblematica della Settimana Santa a Taranto. E poi il suono della Troccola. Il simulacro della Vergine Addolorata intronizzato sull'altare. La chiesa affollata di fedeli. Crocicchi di confratelli fuori dalla chiesa a tentare di chiudere un accordo per una posta o una sdanga. E poi :" Domani vai al Concerto?" E si perché lunedì è il Lunedì di Passione e ci sarebbe stato il concerto a San Domenico. Torna di nuovo il condizionale... Un condizionale carico di rammarico, di tristezza per gesti, m...
La Settimana Santa ai tempi del Covid
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Da un anno la vita di ciascuno di noi è stata stravolta. Viviamo in uno stato di perenne emergenza, di allarmismo continuo che ha totalmente modificato le nostre abitudini, il nostro vivere quotidiano. I nostri figli ormai detenuti nelle abitazioni senza la possibilità di socializzare, di condividere, di imparare, di confrontarsi. Noi, adulti, che dobbiamo fare fronte a questa realtà sempre più complicata. Ma la vita va avanti. Ed a piccoli passi stiamo reagendo. È ciò che stiamo cercando di fare anche a livello confraternale. Penso che tutti noi abbiamo il ricordo dello scorso anno. Quelle immagini trasmesse in streaming dalla Chiesa di San Domenico e dalla Chiesa del Carmine. Il simulacro della Vergine Addolorata che si affaccia per pochi minuti dal ballatoio senza che fuori vi sia la moltitudine di fedeli che tradizionalmente L' attendono. Le lacrime del confratello del Carmine di picchetto alla bara di Gesù Morto, don Marco Gerardo, padre sp...
La Settimana Santa 2020 raccontata in 3 immagini
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È passata. Nell'attesa della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo la Settimana Santa 2020, per quanto attiene al Rito ed alla pietà popolare, si può ritenere conclusa. È stata dura, davvero dura per tutti noi. Ma se volessimo sintetizzare questa Settimana Santa quale immagini potrebbero aiutarci? Nessuno scatto, nessuna foto. Per sdrammatizzare possiamo affermare che la "categoria" più colpita è stata quella dei fotografi e dei fotoreporter. Ed allora? Girando sul web mi sono imbattuto in 3 foto/immagini che secondo me riescono a racchiudere in sé il senso e quello che ha rappresentato per noi la Settimana Santa al tempo del coronavirus. La prima è questa. Il confratello dell'Addolorata che pone nella mano della Vergine Addolorata il fazzoletto. È il fazzoletto, come ha sottolineato don Emanuele Ferro, padre spirituale della confraternita dell'Addolorata, con cui Maria asciuga le nostre lacrime. Perché ci rivolgiamo a Lei? Perché Lei è la Mamma...
È comunque Settimana Santa
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Da qui a poche ore il Pendio sarebbe dovuto essere così. Pieno di gente, pieno di fedeli. Invece sarà vuoto, un deserto di anime, un deserto di cuori. È un brutto momento. Credo di non essere l'unico a soffrire così maledettamente per questo "sacrifico" che ci è stato imposto. Eravamo preparati. Lo sapevamo. Ma immaginavamo un po' tutti di reagire. Di "sopportare" e superare. Ma così non è stato. La voglia di scendere di casa nonostante il divieto e dirigersi a San Domenico per trovare la Mamma Addolorata è davvero tanta. Ma forse il desiderio si spinge anche oltre. Il desiderio di vederLa uscire, di vederLa su quel Pendio. Vedere il suo manto ed i suoi capelli mossi dal vento. Ammirare il suo volto e capire quanto enorme è il Suo dolore. Dobbiamo accontentarci di vederLa in televisione. E vederLa così ci farà stare peggio. La speranza è quella che tutto possa passare quanto prima e il nostro primo pensiero, quando riacquisteremo la libertà, sarà certamente...
Quinta domenica di Quaresima
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29 marzo 2020. Quinta domenica di Quaresima. Ma non è quella che avevo in mente. Non è quella che stavo aspettando con ansia. Non è quella che avrei pensato di vivere e per cui mi ero preparato. No! Non è proprio la Quinta domenica che avevo in mente ma che soprattutto mi portavo nel cuore! Quella che attendevo era una domenica unica, oserei definire straordinaria. Domenica fatta di immagini, suoni, ricordi, di fede e di devozione. Di una valigia appoggiata sul letto in cui piegare e riporre l'abito. Di piedi nudi che nuovamente percepiscono il freddo del pavimento. Di bordoni stretti nelle mani e medaglieri che tintinnano. Di cappucci calati sul volto. Il suono della troccola e delle prime marce. Le prime nazzecate. E poi Lei, la nostra Mamma Addolorata intronizzata e posta sotto la Croce del Suo amato Figlio. L'adorazione alla Croce con le genuflessioni, "abbracci" e mazze incrociate ed il "degnati Signore di benedirci". La domanda...